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Turn off the TV!

17th June 2007 by drowne

Gironzolando, come al solito, in uno dei tanti blog che seguo giornalmente mi è capito un dato decisamente allarmante. Una persona, in media, guarda la TV per tre ore al giorno… Normalità, direte voi… Bene, proviamo a fare due calcoli… 3 ore al giorno per 30 giorni sono 90 ore… 90 ore per 12 mesi sono 1080 ore all’anno che equivalgono a 45 giorni.

45 giorni  = un mese e mezzo all’anno…

Avete idea di cosa vuol dire PERDERE BUTTARE 45 giorni all’anno? Vuol dire che tra 30 anni avrete BUTTATO la bellezza di quasi 4 anni ! 4 Anni interi!

Avete presente cosa potete fare per 4 anni, al posto di buttarli nello scarico del bagno?

Trovatevi un hobby e seguitelo per quelle due ore di televisione che avete buttato nel cesso ( un’ora al giorno, per quanto personalmente non la concepisco, inizia a tornare un dato accettabile ). Io mi sono dato alla fotografia ed al blogging, e per ora sono contento. Sempre meglio che vegetare davanti ad uno schermo inutile, no?

So benissimo che è il consiglio che vi sentite ripetere da quando siete piccoli, ma a quanto pare un qualche fondamento di verità ce l’ha…

Migliorare la memoria

17th June 2007 by drowne

Una delle poche parti del corpo di cui non conosciamo ancora molte cose è il cervello e la cosa più strana è che esistono miliaia di modi diversi per migliorarne ogni singola funzione. Piano piano vi svelerò tutti i trucchi esistenti, ma oggi colgo l’occasione di parlare della memoria umana perchè sono riuscito a trovare un video in cui il campione mondiale di memoria del 2002 spiega le sue tecniche. In realtà, come vedrete nel video, usa una combinazione di tre tecniche base: loci, memorizzazione basata su immagini e visualizzazione.

Ecco il video:

Ed ora passiamo a spiegare le tre tecniche descritte:

  • Loci

Questo metodo viene direttamente dall’antica Grecia: a quei tempi c’era bisogno di un metodo algoritmico per memorizzare grandi quantitativi di informazioni ( conoscenza generale o discorsi, ad esempio ) in modo pratico e sistematico, e venne in aiuto il metodo del loci: associare una specifica informazione ad un luogo o ad un oggetto. Come spiega anche il campione nel video, il metodo pratico consisteva nel seguire lo stesso percorso tante volte, in modo da assorbirlo quasi completamente a livello inconscio e poi “salvare” le associazioni che ci interessavano in “indirizzi virtuali” all’interno del nostro percorso. La cosa curiosa è che i graci costruirono stanze, case ed addirittura palazzi interi per ricordare specifiche informazioni.

  • Memorizzazione basata su immagini

Questa tecnica è già più semplice: si tratta di associare una specifica informazione ad un’immagine. Nel caso del nostro video, il campione utilizza diversi animali che compiono azioni specifiche per salvare l’informazione corrispondente. Per quanto sia estremamente più facile del metodo precedente è, ovviamente, anche meno performante.

  • Visualizzazione

La Visualizzazione è una tecnica che dipende totalmente da due caratteristiche personali: fantasia e capacità simulative. Si, perchè questo metodo implica la capacità di poter ricreare un mondo virtuale con il percorso appreso tramite la tecnica del loci e passeggiarci dentro per ricordare meglio le nostre informazioni. Necessita di un po’ più di pratica ed esercizio rispetto al metodo precedente, ma è una tecnica che può essere applicata in molti campi e non solo in quello della memoria. A mio avviso un “must-have” nel vostro percorso di evoluzione.

Cosa succederebbe se…

15th June 2007 by drowne

Il “Cosa succederebbe se…” è un giochino che può sembrare molto stupido, ma in realtà è una delle tecniche operative più interessanti al mondo: interessante perchè può venire applicata da chiunque in qualunque situazione e gli incrementi prestazionali che comporta sono davvero incredibili. Scomponiamo ( e ti pareva :D ) la spiegazione in tre parti:

- Come funziona:

E’ abbastanza semplice: quando non avete nulla da fare ( state aspettando qualcuno, qualcosa, una risposta, siete in sala d’attesa, ecc… ) semplicemente create delle simulazioni, il più reali possibili sul piano probabilistico, di quello che potrebbe accadere di lì a poco. State aspettando una risposta, immaginate le varie risposte possibili e come voi agirete di conseguenza.

- A cosa serve:

La conseguenza generale è una diminuzione esponenziale del tempo di risposta. Nel particolare, invece, gli effetti positivi sono molteplici: aspettarsi una domanda ed aver mentalmente preparato la risposta porta ad una maggior sicurezza e solidità, aspettarsi una determinata risposta avendo già costruito la parte successiva del discorso aiuta a raggiungere i propri scopi, ecc… Gli esempi da fare sono davvero troppi e l’unico limite d’applicazione è nella vostra capacità d’adattamento.

- Perchè funziona:

Quello che vi ho spiegato è un effetto di facilitazione e si chiama Priming: presentando prima uno stimolo chiamato prime, la risposta allo stimolo successivo dovrebbe essere facilitata dalla precedente presentazione del prime. E’ come se si creasse un’aspettativa.

Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica: anche il priming ha degli svantaggi, e quello più importante è detto priming negativo: Se creiamo delle simulazioni poco realistiche o che poi, effettivamente, non si manifestano nella realtà, il nostro tempo di risposta subirà un notevole aumento e gli effetti positivi che vi ho descritto all’inizio andranno a farsi benedire.

L’idea è sempre la stessa: come qualsiasi altra cosa, anche il priming è uno strumento e come tale va utilizzato con discernimento. Non abusatene e non dimenticate la sua esistenza.

Leggete

15th June 2007 by drowne

Il consiglio più scontato al mondo. Mentre fa notizia scandalo il fatto che la nuova generazione di teenagers si dedichi sempre meno alla lettura, il “vecchio” consiglio è sempre uno dei migliori da cui partire. Leggete qualsiasi cosa vi capiti a tiro, anche senza cercare di memorizzarlo ( perchè dipende troppo dalla persona e dai suoi schemi di apprendimento ) perchè “qualcosa resta sempre”.

A cosa serve leggere? E perchè ne parla un’idiota che dovrebbe parlare di evoluzione?

Ormai si sa, “la cultura non porta da nessuna parte“. Per quanto questa frase possa apparire scandalosa ai più, vi prego di fermarvi un attimo a ragionare con me. Il pensiero fisso di ogni persona che supporta ciecamente questa frase è “a cosa mi serve sapere, per la mia vita, come è morto Annibale?” ( per chi non lo sapesse, si è suicidato col veleno che si portava sempre dietro :D ).

Bene, la mia risposta è questa:

Come avreste dovuto iniziare a capire, mi piace fare delle scomposizioni e non mi smentirò: dividendo la risposta in “conoscenza” e “comprensione” si arriva alla mia risposta abbastanza facilmente. Conoscere la risposta, non ti porta davvero da nessuna parte, se non al centro dell’attenzione per pochi secondi, ma comprenderla significa porsi delle domande, mettersi in discussione e, quindi, entrare nella mentalità che ogni cosa può essere messa in discussione, quindi migliorata, rivoluzionataOgni cosa può evolversi.

Il fine ultimo è, quindi, sempre lo stesso: Evoluzione.

Torniamo alla nostra guida pratica: Quello che dovete fare è leggere e poi fermarvi a porvi delle domande. Perdita di tempo? Se lo credete davvero, smettete di leggere questo blog. Altrimenti provateci, vi da davvero cosi tanto fastidio mettervi in discussione?

Se porvi delle domande, cercare di capire il perchè di alcune scelte non vi basta, cercate altre persone che hanno letto lo stesso libro e confrontate pensieri, domande e risposta, considerazioni. Su internet troverete milioni di forum al riguardo, anche se vi consiglio di parlarne prima con amici e conoscenti e poi spostarvi sul web.

 Buona lettura!

PS. Quando dico leggete tutto, intendo davvero qualsiasi cosa… Quindi libri, quotidiani, blog, forum, recensioni, ecc…

Il primo passo

13th June 2007 by drowne

Visto che di praticità ancora non ne ho fatta vedere, credo sia giunto il momento di fare il primo passo insieme verso l’evoluzione.

Quando si inizia un qualsiasi progetto si affronta la fase di “planning”, pianificazione, ovvero mettere per iscritto diversi obiettivi irrinunciabili a cui bisogna arrivare. Ed è esattamente quello che faremo: il primo passo verso la propria evoluzione sta nello scrivere questi punti ( intanto armatevi di carta e penna :D ):

- In pieno stile Web 2.0 scrivete in alto, bello grande, “EVOLUZIONE”
- Fate mente locale e scrivete ogni cosa che fate ogni giorno e quanto tempo dedicate ad essa
- Tirate una linea e fate il riepilogo delle ore spese del giorno

Qui potete trovare l’esempio che ho scritto per la mia giornata invernale: Time Table.

Prendete ciò che avete scritto ed iniziate ad analizzare il tutto. Per cercare di spiegarvi meglio quello che intendo, prenderò la mia tabella come esempio.

Passo 11h al giorno ( o più, dipende da molte cose, ma come vi ho già detto, la tabella deve essere una media, anche non troppo accurata ed il più spartana possibile ) davanti al PC. Vuol dire che è qui che devo concentrarmi inizialmente per ottimizzare tempi e risorse. Vuol dire che scompongo tutto ciò che faccio in quelle 11h ( scrivere, scrivere, scrivere ) e mi metto alla ricerca di tutto quello che può migliorare il mio rendimento o accorciare i tempi.

Mouse e tastiera migliori, monitor più grande, collegamenti rapidi ai link dei blog primari che visito più di 4 volte al giorno, collegamenti facili da trovare per quelli secondari. Sono solo alcuni esempi di quello che si può fare per migliorare il tempo passato davanti al pc. Dovete prendere questi esempi ed applicarli alla vostra “fetta di tempo maggiore” ( se, come me, immaginate quello che avete scritto come un grafico a torta :D ).

Il primo passo è uno di quelli che impiega più tempo in assoluto e sarà sempre in continua evoluzione, perchè quando crederete di essere arrivati alla massima ottimizzazione, salterà sempre fuori qualcosa di nuovo o inaspettato che vi garantirà sprechi minori o una qualità superiore. E questo è un bene, fidatevi. Tutto si evolve. L’importante è continuare ad evolversi insieme al tutto e non rimanere indietro, come stiamo facendo da troppo tempo.

Benvenuti

12th June 2007 by drowne

Benvenuto, chiunque tu sia. Per quanto le prime parole siano decisamente scontate, spero che tutto quello che troverete in futuro in questo blog non lo diventi. Non è un assurdo desiderio di sembrare diverso, ma un tentativo di seguire il vento del cambiamento che dovrebbe invadere il web da diverso tempo: portare allo stadio successivo il web ( con il web 2.0 ), contribuendo a questo movimento con la conoscenza dei principi che lo regolano e l’utilizzo di strumenti Open-Source e compatibili con il Web 2.0.

“Guida pratica all’evoluzione umana”… e poi mi soffermo a parlare del web 2.0? Si, perchè l’evoluzione umana non può non partire dall’evoluzione degli strumenti che tutti i giorni ci si ritrova ad utilizzare. Senza questo passo fondamentale, ci si ritroverebbe ritrova in un mondo dove le potenzialità dell’individuo o del suo team non possono venir sfruttante perchè superiori al potenziale dello strumento utilizzato.

Cosa vuol dire? Vuol dire che, al momento, ci sono persone che non possono capire il funzionamento di un motore perchè cercano di aggiustarlo con un martello, piuttosto che con un collegamento seriale alla centralina del veicolo. Siamo nel 2007 e ci portiamo dietro una mentalità del 1700, in qualsiasi campo, soprattutto in quello informatico. Siamo BLOCCATI all’interno di “finestre”, rettangoli… Niente di più.

Non preoccupatevi troppo del primo post, i prossimi saranno molto meno discorsivi e decisamente più pratici ( altrimenti a cosa servirebbe qual “pratica” scritto lassu? :D ) e cercheremo insieme il miglior modo per evolvere in primis i nostri strumenti quotidiani e poi l’insieme delle particolarità che ci rende umani, un passo per volta.

 Se per ogni cosa ci deve essere uno scopo, è bene spiegare quale sia esattamente quello di questo blog: per quanto il titolo possa essere abbastanza espressivo in questo senso, l’evoluzione è un concetto astratto ed inarrivabile, se prendiamo la totalità del suo significato. Quello che voglio fare è applicare uno dei metodi di Problem Solving più semplici: suddivideremo il concetto di evoluzione in piccole parti, piccoli “passi” che tutti, con perizia e pazienza, possiamo completare. Di certo non troverete il metodo unico e perfetto ( o la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’Universo e tutto quanto ) per giungere alla propria evoluzione, ma tante piccole cose che, sommate insieme, dovrebbero schiarirvi la mente su quale sia il vostro percorso per l’evoluzione.

 A Domani ^_^

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