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Il caso di ManHunt 2

22nd June 2007 by drowne

Sta scoppiando in questi giorni, in tutto il mondo, la moda di andare contro i videogiochi violenti, con un bel capro espiatorio cotto a puntino: ManHunt 2. Per chi non lo conoscesse è il sequel di ManHunt, gioco creato dalla celebre Rockstar Games ( la stessa di GTA ), che contiene al suo interno una violenza davvero fuori dal comune ( no, non è un complimento… Almeno da parte mia ).

Fin qui, per chi conosce, partecipa e comprende il mondo dei videogiochi, nulla di strano. Il problema sorge quando queste informazioni arrivano in mano a persone che non hanno niente a che vedere con possono comprendere questa dimensione: il nostro caro Ministro Gentiloni. Non vi preoccupate, non me la prendo solo con lui, anche perchè è meglio non parlare del caso specifico, ma introdurre una discussione che riguarda il tema di questo blog: è assodato che la diffusione e la condivisione delle informazioni siano autostrade preferenziali per l’evoluzione umana, quindi perchè mettervi un freno cosi clamoroso quanto una completa censura?

Ho sempre sostenuto la libertà di scelta dell’individuo, fino alle sue estreme contraddizioni, e qui si va contro tutto quello che ho sempre appoggiato e difeso. E’ una totale negazione di un diritto fondamentale dell’uomo e mi chiedo, sinceramente, come possa venir accettato un simile strumento dalla comunità mondiale.

Dobbiamo abbassare la quantità di violenza che vedono gli adolescenti? Iniziamo col pulire le strade dei quartieri malfamati ( quartiere spagnolo a Napoli, la centrale a Milano, e la lista è INCREDIBILMENTE lunga e conosciuta da tutti ). Come se non bastasse poi mi trovo di fronte, e badate bene che non credo nelle coincidenze, la locanda pubblicitaria di Hostel: è un film Horror/Splatter del 2006 che, in quanto a livello di violenza e scene sadiche, fa retrocedere ManHunt2 al livello di Barbie Raperonzolo… Per i meno fiduciosi ( e per i forti di cuore di stomaco ) eccovi alcuni spezzoni della trama:

( ATTENZIONE: ci sono informazioni sulla trama e descrizioni di scene davvero violente, vi chiedo gentilmente di regolarvi da soli se siete in grado o meno di reggere tali letture, io ho sofferto abbastanza la prima volta )

TRAMA DI HOSTEL ( tratta da wikipedia ):

  • “Una fugace inquadratura ci mostra che il ragazzo in realtà si trova in uno strano tugurio pieno di coltelli, seghe e attrezzi da tortura, dove un uomo mascherato lo ha decapitato.”
  • “Invitati dalle ragazze in discoteca gli altri due ragazzi vengono drogati, e svengono. Il primo si sveglia nel luogo delle torture legato ad una sedia dove l’uomo d’affari del treno gli taglia piedi e mani, e prima di ucciderlo dice aver pagato per fare tutto questo.”
  • “vede l’olandese del treno mentre seziona il cadavere dell’amico sparito.”
  • “Comincia la tortura. Gli taglia l’anulare e il mignolo della mano sinistra, ma per errore la motosega che il tedesco stava usando gli cade addosso uccidendolo; l’americano si libera e prende la sua pistola. Durante la fuga finisce nella stanza dove un uomo brucia i cadaveri (gli “scarti” del trattamento) in un forno crematorio”
  • “libera una ragazza giapponese conosciuta in albergo, alla quale nel frattempo è stato asportato un occhio con una fiamma ossidrica.  La giapponese vede il suo volto martoriato riflesso nello specchio e si suicida gettandosi sotto un treno.”

Sono solo alcuni rivoltanti esempi del contenuto del film. Cosa ancora più incredibile, scoperta proprio mentre scrivevo questo post, è che oggi è uscito il sequel nelle sale italiane, Hostel 2. Mi chiedo con quale faccia possano presentare film con questo livello di violenza e poi lamentarsi per ManHunt2.

8 Responses to “Il caso di ManHunt 2”

  1. Biba Says:

    sai quali sn le uniche piccole differenze… è ke un film nn è un gioco d ruolo, dove tu nn fai lo spettatore, ma partecipi e decidi attivamente cosa fare, ki ammazzare e magari come… quindi, mentre il film puoi guardarlo e provare ripugnanza e kiudere gli okki, nel gioco secondo me è molto + FACILE “farsi prendere” e continuare a giocare, ammazzare cm se niente fosse…
    e poi un film horror magari è vietato ai minori…invece 1 videogame una volta entrato in casa è alla portata d tutti…molto + facilmente..e molto + invitante…

  2. drowne Says:

    Hai decisamente ragione, ma ci sono anche altri fattori da valutare, secondo me:

    - anche manhunt è vietato ai minori di 18 anni ( che poi se vuoi comprarlo non è un problema, è un altro paio di maniche… Ma lo stesso discorso vale anche per il cinema ).

    - è vero che se ti fai prendere dalla voglia di ammazzare qualcuno, hai già problemi psicologici di tuo ed il gioco c’entra poco e niente.

    E quindi tutto si riduce ad una scelta: i videogiochi, come anche le armi, se mi permetti un paragone molto forte, esistono per una ragione: sono degli strumenti, e sta solo a noi decidere come utilizzarli.

  3. Valessio Says:

    Creare videogiochi comporta una certa responsabilità verso coloro che ne faranno uso.
    Non a caso esiste l’ISFE, Interactive Software Federation of Europe, che regola l’attività e che ha preso in considerazione il problema di ManHunt 2.

    Non mi convince Drowne la tua battuta finale. Un’arma serve ad ammazzare la gente, in quale altro modo pensi di usarla? Meglio evitare di costruirla non ti pare….

  4. drowne Says:

    Se mi permetti, definire un’arma come uno strumento atto a togliere la vita ad una persona, mi sembra una definizione un attimino troppo esagerata.

    Puoi davvero dire che un’accetta sia un’arma? E in cosa differisce dal semplice cuscino? Entrambi non hanno come scopo primario l’uccidere le persone, ma essendo strumenti, possono svolgere anche questa inaccettabile funzione. Scusami, ma un’accetta serve a tagliare la legna ed il cuscino ad ammorbidire il nostro contatto con varie superfici, eppure a tranciare la vita di una persona con un’accetta o con un cuscino nel sonno, non ci vuole poi molto.

    E aggiungo: puoi forse paragonare la bellezza di una katana nata dalle mani di un esperto armaiolo giapponese ad una comune beretta? E la stessa beretta non può venir usata per sport? Ed in cosa differisce un arco da una beretta? Noi con queste “armi” ci facciamo le Olimpiadi addirittura, che, se ricordi, con la guerra e l’ammazzar la gente non c’entrano assolutamente nulla.

  5. Valessio Says:

    Da wikipedia: un’arma è uno strumento con cui una persona può offenderne un’altra o difendersi in caso di aggressione. In linea puramente teorica, quasi ogni oggetto può essere usato come arma, anche se chiaramente alcuni oggetti sono più efficaci di altri: giuridicamente si distingue perciò fra armi proprie ed armi improprie, cioè fra oggetti progettati e creati appositamente per essere usati come armi ed oggetti originariamente destinati invece a tutt’altra funzione, che in un determinato frangente vengono usati come armi.

    Chiaramente posso usare di tutto per uccidere qualcuno ma non dirmi che stavamo parlando di armi intendendo cuscini, sbuccia arance, trincia pollo, i coltelli dello chef tony?!?

    Se uno ti mette in mano un M16, non so se puoi usarlo come trapano sinceramente.

    Ma non divaghiamo sul tema armi e ritorniamo ai videogames. Non dico che questi debbano essere carichi di amore e fratellanza, ma almeno regolati da una certa moralità, un contenuto che giustifica alcune scene magari disgustose. Faccio un esempio chiarificatore: tipico gioco di guerra. E’ chiaro che se si descrive la guerra, devono esserci uccisioni, utilizzo di armi, bombe al napalm e quant’altro, ma cerchiamo di far trapelare il messaggio che la guerra è una merda. Questo avrebbe senso! La violenza fine a sè stessa e figlia del niente è intollerabile.

  6. drowne Says:

    Con un M16 puoi farci un eccellente tiro al bersaglio senza particolari problemi giuridici in casa tua, quindi PUOI usare l’arma per scopi non convenzionali. ma come dici tu, non divaghiamoci in questo incontestuale frangente.

    In un gioco si cerca, da sempre, il realismo ( ovviamente dipende dal gioco, di certo non lo cerco in un arcade. Ma in un simulatore di WW2 mi aspetto che accadano cose quantomeno simil-realistiche ).

    Quindi la differenza tra un manhunt2 e un gioco di guerra è che le uccisioni nel secondo vengono giustificate dallo strumento ( guerra )? Se è per questo in Manhunt2, se ti prenderai la briga di provarlo, prima o poi, inizi ad uccidere perchè vengono nella tua cella ad ammazzarti. Difesa personale. Ora non vedo come si possano giustificare, mantenendo un profilo quantomeno verosimile, tutte le altre uccisioni, ma giudicare la trama e come viene portata avanti non sta a me, sinceramente.

    Fatto sta che se un gioco forte come il primo manhunt ( o carmageddon, o lo stesso primo GTA ( dove, vi ricordo, prendevate moltissimi punti e la famosissima scrittona “GOURANGA” se investivate in un colpo solo un’intera scolaresca di bambini ) ha venduto decisamente bene, un motivo c’è: qualcuno compra questi giochi. E negare a queste persone il loro diritto ad una libera scelta è, a dir poco, incivile.

    Non solo il tipo che ama gli splatter e come non ho mai visto Hostel in vita mia ( e mai lo vedrò ) e probabilmente non giocherò a Manhunt2, ma voglio essere LIBERO di compiere la mia SCELTA.

  7. Valessio Says:

    Per capirci, non voglio fare la parte del censore che costringe qualcuno ad accondiscendere ai propri ordini :D. Il problema della violenza nei videogiochi è antico e ancora oggetto di diatribe mica da ridere come si può evincere da questo topic.

    Quel che penso è che ci vorrebbe un codice, una sorta di deontologia per i produttori di videogiochi. Pensate se dovessi creare un game dove si impersonifica uno stupratore, oppure un terrorista che deve piazzare cariche di C4 in tutte le Chiese del mondo (e viceversa naturalmente) ecc.

    Qualcuno potrebbe appellarsi al fatto che sono forme di arte moderna, alla libertà di espressione, diritto fondamentale dell’uomo. E si ma non è forse un diritto dell’uomo anche non essere offesi o discriminati?

    Ecco perchè serve secondo me una regolamentazione (che sicuramente in parte già c’è, ricordare ISFE). Un esempio potrebbe essere:
    -Il videogioco, ha un impatto negativo sull’individuo o sulla società nel suo insieme?
    -Il videogioco rispetta i diritti e doveri dell’uomo?
    -Il videogioco rende effettivamente le persone migliori o peggiori?

    Ovviamente ci sono altre considerazioni da fare ed eccezioni da esaminare, che espliciterò dopo eventuali risposte a quanto esposto adesso.

  8. drowne Says:

    “-Il videogioco, ha un impatto negativo sull’individuo o sulla società nel suo insieme?
    -Il videogioco rispetta i diritti e doveri dell’uomo?
    -Il videogioco rende effettivamente le persone migliori o peggiori?”

    Ok, su queste basi puoi togliere TUTTI i videogiochi ad ora usciti. Se non tutti, il 99,9%.

    Max Payne è generalmente considerato un capolavoro. Ma non è che mi ha fatto crescere in qualche modo, e devi ugualmente uccidere persone a sangue freddo.

    Hai appena distrutto il mondo dei videogiochi XD

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